ippaso

Lose for life – piccola guida in tre punti

In Uncategorized on ottobre 22, 2009 at 9:49 pm

Voglio rispondere a questa interessante nota di Alain ad un mio precedente post:

ciao, quello che dici è giusto perche non si vince molto facilmente!
ma x esempio l’altro ieri cioè 20/10
dalle 8 alle 10 abbiamo avuto tre vincitori diversi che hanno vinto i 4mila al mese… quindi le probailità ci sono e come! io x esempio ieri ho vinto 114€…
non soo d’accordo con quella cosa che dici dell’inflazione…
che ci sia l’inflazione d’accordo ma ricordo che puo anche calare!
e anche aumentasse con 4mila al mese ci si puo far un mutuo a tasso fisso magari da 2mila al mese ed il gioco è fatto!!!

Rispondo in tre punti.

1) Numero di vincite giornaliere

Per facilità di calcolo supponiamo che vengano giocati 10.000.000 di euro a win for life (il record è oltre 11.000.000 quindi è accettabile). Sono ben dieci milioni di schede singole (un numero stratosferico). Possiamo per comodità considerare le schede doppie come due schede singole, dal momento che costano il doppio e hanno una probabilità di vincita doppia. L’indipendenza delle giocate non è garantita, ma possiamo far finta di niente dato l’alto numero.

0,000027% di queste schede giocate saranno vincitrici della rendita (vedi qui), ovvero:

0,00000027 * 10.000.000 = 2,7

Insomma in media ci sono 2-3 rendite vinte al giorno. Quindi quel che dice Alain (3 vincitori nella stessa giornata) è normalissimo, siamo in piena media. Non so però come la cosa lo possa rassicurare. E qui veniamo al punto 2)

2) Dividere il premio? No, grazie!

Tenete sempre a mente questa regola, che forse sarà banale, ma è fondamentale nel gioco:

Fissato un gioco, il numero di vincitori dipende semplicemente dalla variazione del numero di giocatori e non dalla probabilità di vittoria del gioco (che invece è costante).

“Lose for life” ha inoltre la peculiarità che più gente gioca, meno si vince: in sostanza più gente gioca più è probabile dover dividere un premio. In linea di principio veder tante vittorie dovrebbe allora scoraggiare e non incoraggiare. Molte vincite non significano più facilità di vincita anche per voi (la probabilità non si schioda da quel 0,000027%), significa solo più probabilità di dover dividere il premio con altri.

Calcoliamo la probabilità che i tre vincitori non si debbano dividere il premio:

Ci sono 13 estrazioni al giorno. Il primo vincitore (non necessariamente in ordine cronologico) ha 13 possibilità, il secondo 12, il terzo 11. La probabilità è

13/13 * 12/13 * 11/13 = 78% circa.

Per contro, nel 22% dei casi la rendita verrà divisa tra più giocatori (è una percentuale non trascurabile).

3) Inflazione e mutui

Riguardo il mutuo a tasso variabile e rata fissa (da non confondere con il mutuo a tasso fisso di cui non si conosce la rata) vorrei rispecificare una cosa:

Potete fare delle prove con il calcolatore che ho messo a disposizione qui e osservare l’importo dell’ultima rata della rendita al variare dell’inflazione:

inflazione 5%: ultima mensilità rendita 1507 euro
inflazione 10%: ultima mensilità rendita 590 euro

Insomma, sempre ammesso di non dover dividere la rendita con nessuno, le banche non vi daranno mai un mutuo da 2.000 euro, ma neanche da 1000. Osservando l’andamento dell’inflazione dell’ultimo secolo noterete che questa è salita non di rado al 10% (se avete vissuto i favolosi anni del boom saprete di certo che all’epoca superava il 20%). Di certo il rischio di insolvenza sarebbe altissimo e le banche non si accollerebbero mai un rischio del genere. L’unica strategia adottabile sarebbe quella di investire i soldi in banca (o meglio alle poste o meglio in qualche attività imprenditoriale) appena incassati e tentare di farli fruttare. Sperare che l’inflazione scenda non è certamente la strategia giusta! Un paio di mesi fa è scesa di uno 0,1% su scala mensile, una cosa piccolissima, ma è un evento raro. Dobbiamo ciò solo alla crisi e al fatto che stavamo dando via il culo. Normalmente il costo della vita tende sempre a salire, anzi non è mai esistito dall’unità d’Italia un ventennio nel quale l’inflazione non sia stata positiva.

Se scende per più anni consecutivi tutta l’economia collassa e si aprono solo due vie: la Guerra Mondiale (e la rendita va in missili) o il Comunismo (e la rendita va al popolo).

Se non credete a quel che dico consultate la progressione storica dell’inflazione. Potrete notare che ci sono stati degli anni dal 1927 al 1934 in cui l’inflazione è praticamente sempre stata negativa. Ritroviamo un’inflazione positiva nel 1935 proprio quando l’Italia diede inizio alla Guerra di Etiopia e dopo qualche altro anno di inflazione positiva dovuta al riconvertimento delle fabbriche ecco servita la II Guerra Mondiale.

  1. IPPASO, candidati in politica…ti ci vedo bene al posto di tre monti! sul serio!

    • simone, sei matto! Se Ippaso prendesse il posto di tre monti inventerebbe dei giochi ancora piu’ subdoli, grazie alle sue capacita’ matematiche…

  2. simone, chi ti dice che io non sia già in politica?😀

    • No ippaso, mi auguro e spero che tu non si un politicante !!!!
      Credo sia difficile che un matamatico come te sia entrato in politica, saresti sprecato !!!!!
      Ti vedrei più come un attore protagonista nella serie tv “Numbers”.
      In politica tu potresti risultare anche pericoloso !!!!
      Ragazzi, vi immaginate come ippaso calcolerebbe, sino all’ ultimo voto, la sua vittoria in campo politico?
      Calcolerebbe anche il votante ultra novantenne che potrebbe arrivare alla data del voto e subito dopo schiattare perche è arrivata l’ ora sua !!!!!!
      Ippaso, dimmi che sto esagerando sulle tue potenzialità matematiche, altrimenti incomincio a preoccuparmi !!!!!
      Scherzo, ti voglio un gran bene !!!!!

      • Ah ah! No, no… non sono né un affiliato né un seguace di un particolare partito.

        p.s.
        anch’io ti voglio bene, ma così, in pubblico, mi metti in imbarazzo…

  3. […] Le probabilità di vittoria sono di 1 su 3.695.120, dunque se il gioco non è truccato… gli italiani han già giocato circa 853.572.720 schedine. 850 milioni di schedine! Una media pro capite impressionante. E per sole 231 rendite (che valgono assolutamente meno di quel che promettono). […]

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